Convegno - Danilo dolci: “Un interprete dell’approccio partecipativo”

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Perché questo seminario: A quasi 10 anni dalla morte del grande pedagogo siciliano Danilo Dolci, L'associazione culturale Feudo Diesi di Aragona (AG) in collaborazione con il Laboratorio per lo Sviluppo Sostenibile della Sicilia centromeridionale “Telamone”, il Centro per lo sviluppo creativo “Danilo Dolci” Onlus di Partinico (PA) e con il patrocinio dell’Assessorati alle Politiche Giovanili del Comune di Aragona e della Provincia di Agrigento, vuole ricordare questa figura particolarmente rappresentativa dei valori di legalità e tolleranza che hanno da sempre caratterizzato la sua opera sia di scienziato che di cittadino attento ai cambiamenti della società.


In un contesto, come quello siciliano, carente sul piano culturale di una adeguata comprensione del valore aggiunto dato dal senso di “cittadinanza attiva” alla comunità nel suo insieme , spiegare il concetto di approccio partecipativo ci sembra un primo passo di avvicinamento verso una società basata sui valori dello sviluppo sostenibile: solidarietà, pari opportunità, coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.
Il metodo maieutico, promosso da Dolci, consiste proprio nell’ interrogarsi: insieme, sinceramente, valorizzando ciascuno ed imparando così a comunicare. Instaurare un rapporto non violento significa, appunto, imparare a comunicare nel senso più pieno della parola. infatti, in tale rapporto non si cerca di eliminare l'avversario, ma di comprenderlo.

Danilo Dolci

(Sesana, 28 giugno 1924 – Trappeto, 30 dicembre 1997)

è stato un sociologo e poeta italiano. Dopo aver effettuato gli studi a Milano, negli anni del fascismo sviluppò presto una decisa avversione alla dittatura. Arrestato a Genova nel 1943 dai nazifascisti, riuscì a fuggire.
Nel 1952 si trasferì nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) in cui promosse lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti ed il lavoro: siffatto impegno sociale gli valse il soprannome di "Il Gandhi di Partinico". Subì diverse persecuzioni e processi.
È considerato una delle figure di massimo rilievo della nonviolenza nel mondo.

     

Il metodo maieutico

Costituisce una caratteristica importante del lavoro sociale ed educativo di Dolci il suo metodo di lavoro: piuttosto che dispensare verità preconfezionate, ritiene che nessun vero cambiamento possa prescindere dal coinvolgimento, dalla partecipazione diretta degli interessati.

La sua idea di progresso valorizza la cultura e le competenze locali, il contributo di ogni collettività e ogni persona. Per questo Dolci collega la sua modalità di operare alla maieutica socratica. Il suo è un lavoro di capacitazione (empowerment) delle persone generalmente escluse dal potere e dalle decisioni.

 

 

       

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